Aiutare i bambini autistici nello sviluppo e nel percorso di apprendimento scolastico. Fornire ai docenti gli strumenti per agevolare l’integrazione degli allievi non soltanto all’interno dell’aula scolastica, ma anche nella società.

Questi gli obiettivi del corso di formazione tenuto dal professor Lucio Cottini, docente di didattica speciale all’Universitá di Udine, e da Mauro Leoni dell’università di Pavia e dirigente sanitario della Fondazione Sospiro. Entrambi sono stati chiamati a Catania dalla dottoressa Angela Rapicavoli, che all’interno dell’Ufficio scolastico provinciale é impegnata nell’integrazione degli alunni con disabilità.
Il corso è stato realizzato con la collaborazione dell’ASP di Catania e si è svolto il 16, 17, e 18 maggio 2013 presso l’Istituto Comprensivo Parini.

Il fenomeno dell’autismo é sempre più presente nella società odierna. Nonostante non siano ancora state individuate le cause, sono chiari i sintomi riscontrati nei bambini affetti da questa patologia. Tre i principali: disturbo dell’interazione, disturbo della comunicazione, ridotto repertorio di attività e di interessi. Sono stati inoltre individuati specifici comportamenti che possono aiutare nell’identificazione del disturbo, tra gli altri: l’ipersensibilità, l’utilizzo inappropriato di giocattoli, la difficoltà ad abituarsi a modifiche di routine, le risate o i pianti inappropriati, la carenza nello sguardo, lo strano attaccamento agli oggetti.

A questa serie di problematicità é possibile però dare una risposta e ottenere così dei buoni risultati in merito allo sviluppo psico-sociale degli alunni. Il professor Cottini ha, infatti, illustrato alcuni strumenti metodologici innovativi che possono agevolare il lavoro degli insegnanti e che hanno già contribuito a migliorare le funzionalità di molti allievi.

In particolare é stata analizzata la didattica centrata sull’utilizzo di storie sociali e quella basata sul video modeling.

La prima punta alla descrizione delle attività quotidiane attraverso brevi racconti ottenuti dalla combinazione di quattro tipi di frasi: descrittive (cioè spiegare cosa fanno le persone in date situazioni, come per esempio lavare i denti), frasi prospettive (dove vengono presentati i pensieri dell’altro), frasi direttive (in cui vengono stabiliti gli scopi della storia) e infine frasi di controlli (che tendono ad evidenziare le strategie da utilizzare). Una volta volta appreso il metodo, gli insegnanti possono creare autonomamente diversi racconti che aiutano i ragazzi a svolgere semplici attività quali tagliare i capelli o appunto lavare i denti.

Il video modeling invece sfrutta i filmati per illustrare il modo migliorare di comportarsi in determinati contesti. Sono ritenuti efficaci perché attivano l’attenzione sull’oggetto dell’insegnamento, ne consentono la visione continua ed evitano il faccia a faccia del confronto diretto. Per essere facilmente compresi, però, devono durare al massimo tre minuti, durante i quali, per esempio, il compagno di classe spiega come sistemare i libri sul banco prima che abbia inizio la lezione.

Un altro strumento utile é l’uso di agende, dove vengono sintetizzati, tutti gli impegni della giornata dei ragazzi autistici. Attraverso l’inserimento di possibili imprevisti, si abituano gli allievi a mantenere la calma anche nelle situazioni in cui non si ha un totale controllo.

Di strategie comportamentali si è invece occupato Mauro Leoni dell’università di Pavia che ha sottolineato l’importanza di avere una visone completa del progetto di vita del bambino autistico che lo accompagni lungo tutto il suo percorso scolastico. In questo é fondamentale l’aiuto non soltanto dei docenti, ma anche della famiglia, dei professionisti territoriali e dello stesso ragazzino.

A fine corso i docenti che hanno partecipato riceveranno un KIT didattico per approfondire gli argomenti trattati durante i tre giorni del corso. La formazione riprenderà a settembre in classe con il “bambino” autistico inserito nella classe, supportato da incontri tra genitori, ASP e terapisti con la supervisione della Dott.ssa Rapicavoli, al fine di portare questa ricerca-azione come buona prassi da fornire ad altri.

 

 

Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>