I bisogni educativi speciali spiegati dal prof. Dario Ianes dell’università Bolzano
Istituto Scolastico Superiore “Carlo Gemmellaro”
Catania, 14 maggio 2013

Una didattica che riconosca e valorizzi le differenze di ciascun alunno, che sia equa, efficace ed efficiente. Questo l’obiettivo del corso di formazione sulla didattica inclusiva, tenuto dal professore Dario Ianes dell’Università di Bolzano e svoltosi all’istituto scolastico superiore Carlo Gemmellaro di Catania.
Su sollecitazione della dottoressa Angela Rapicavoli dell’Ufficio scolastico provinciale di Catania, che da anni si batte per l’integrazione degli alunni diversamente abili,centinaia di docenti hanno potuto assistere alla lezione sui Bes, bisogni educativi speciali.

Si tratta di una macro categoria che comprende ogni tipo di problematiche, da quelle più gravi dal punto di vista fisico e mentale, a quelle più lievi legate ai disagi ambientali e sociali.
Un alunno, infatti, può essere perfettamente normodotato, ma avere dei problemi derivanti dal contesto familiare o dalla società in cui vive, come chi non ha i genitori, o ha un familiare detenuto, oppure come accade ai ragazzi stranieri che hanno difficoltà ad integrarsi. In questi casi é necessario applicare un metodo educativo specifico, che valorizzi qualsiasi tipo di differenza umana, anche quella degli alunni super dotati.

Il principio illustrato dal professore Ianes, é quello che punta ad individuare le peculiarità di ogni singolo studente, per aiutarlo nel suo sviluppo psico sociale. L’integrazione ha, oltre al fine dell’apprendimento, anche quello della socialità scolastica ed extra scolastica. Per gli alunni con disabilità, infatti, avere una buona integrazione in classe non significa necessariamente avere una vita sociale al di fuori dell’orario scolastico.
Per quanto riguarda gli insegnanti, ha aggiunto in fine il professore, devono essere in grado di staccare il proprio valore personale dai risultati ottenuti. Nel caso in cui non si raggiunga l’obiettivo fissato, é opportuno cambiare strategia e non colpevolizzarsi.

1 comment

  1. annamaria gerbino

    27 maggio 2013 at 00:21 — Reply

    Grazie per tutto quanto organizzi e fai!!!

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